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20 Novembre 2015

[:it]Se parliamo di digitale, la parola che riassume questo nuovo paradigma è in fondo la più ovvia e quindi anche la più naturale: rete.
Così come è la struttura ininterrotta della maglia a permettere ad una rete di assolvere la sua funzione; così come la continuità tecnologica dell’infrastruttura garantisce il funzionamento di internet; un vero progetto digitale deve essere strutturato ed organico, deve offrire una visione completa ed articolata, deve proporre una idea coerente di futuro.
Se l’Italia ha arrancato più di altri nell’uscire dalla crisi lo si è dovuto soprattutto all’incapacità d’innovare che ha colpito per un certo periodo il nostro Paese, portandoci non ad una totale cessazione della proverbiale inventiva italiana, ma quanto meno a ottenere performance molto al di sotto del nostro potenziale.
In un mondo globalizzato che è alla vigilia di quella impennata tecnologica esponenziale che molti esperti vedono ormai alle porte, ogni vantaggio competitivo tenderà ad aumentare sul lungo periodo e, in maniera inversamente proporzionale, ogni svantaggio tenderà a scavare un solco più profondo e difficilmente recuperabile.
Ci sono almeno quattro grandi temi che procedono di pari passo nell’azione del governo per creare un ecocosistema: il piano infrastrutturale per la banda ultralarga e per i data center pubblici; il progetto Italia Login, la nuova trasformazione digitale dei servizi pubblici online; i progetti di cultura digitale per superare il digital divide; la competitività digitale dalle Startup all’Industria 4.0. E’ quello di cui parleremo insieme a Venaria.
Parleremo insomma di ciò che compone il piano integrato in un processo che ha già dato i suoi primi frutti ma per il quale ancora molto rimane da fare. E vogliamo farlo subito. Nei prossimi 24 mesi. Con un piano chiaro, preciso, condiviso. Il futuro lo scriveremo assieme: nei prossimi mesi e anni dovremo immaginare un ecosistema digitale efficiente, moderno e organico, per costruire, attraverso linee guida chiare e condivise, un’Italia finalmente al passo con il presente.

(Riccardo Luna e Paolo Barberis)

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