Un podio tutto al femminile quello della settima edizione del Premio GiovedìScienza

11 maggio 2018
giovedì scienza

 

È un podio tutto al femminile quello della settima edizione del Premio GiovedìScienza, la competizione nazionale che premia – oltre al merito scientifico – la capacità dei ricercatori under 35 di conquistare il pubblico con esposizioni chiare ed efficaci. Un successo, quello delle ricercatrici, ancora più marcato se si guarda alla proporzione delle 61 candidature (23 donne e 38 uomini) e dei dieci finalisti (2 donne e 8 uomini), che in entrambi i casi registrano una maggioranza di ricercatori.

Dati che rispecchiano peraltro la situazione della ricerca in Italia, dove le ricercatrici sono il 36% e – sebbene in aumento – anche le docenti universitarie si fermano al 38% (fonte: Annuario Scienza e Tecnologia 2018, Observa Science in Society). Ottimo risultato anche per gli Atenei torinesi, che si aggiudicano il Premio GiovedìScienza e 2 dei 3 premi speciali assegnati nel corso della cerimonia che si è svolta nella mattinata di oggi, giovedì 10 maggio al Centro Torino Incontra.

Tra i dieci finalisti in gara ha conquistato il gradino più alto del podio ‘in rosa’ Serena Aneli dell’Università di Torino e dell’Italian Institute for Genomic Medicine. La vincitrice del Premio GiovedìScienza ha convinto la giuria – composta da cinque esperti del panorama scientificodivulgativo e da 120 studenti delle scuole superiori torinesi – con la presentazione, decisamente originale ed efficace, del progetto “L’eredità genetica di Homo Neanderthalensis: il ricordo di un amore”. Ha spiegato infatti come il nostro DNA unisca un’eredità genetica bivalente, quella dell’uomo di Neanderthal (scomparso trentamila anni fa) e Sapiens (di cui siamo i discendenti): eredità che dimostra l’incontro tra le due popolazioni e ancora oggi torna a bussare alle nostre porte. Il gruppo di ricerca della dr.ssa Aneli, studiando la proporzione di eredità genetica neandertaliana, ha scoperto che – oltre a decrescere andando dal nord al sud – ci è stata di grande aiuto nell’adattamento al nuovo ambiente europeo, con temperature più rigide e patogeni sconosciuti. Oltre a questi effetti positivi, ci ha reso tuttavia anche più vulnerabili a disturbi ben noti come ipertensione, Alzheimer e diabete. La ricercatrice torinese riceve in premio 5mila euro e la possibilità di presentare le sue ricerche al pubblico di GiovedìScienza, con una conferenza dedicata nella prossima edizione.

Al secondo posto Daniele Franchi dell’Istituto di Chimica dei Composti Organometallici del CNR di Firenze con “Celle solari a coloranti” che possano ‘imitare’ la fotosintesi clorofilliana: facili da costruire, leggere e belle, integrabili in edifici, accessori e mobili.

Terzo classificato Stefano Stassi del Politecnico di Torino con “Lo sport ti carica… le batterie”, progetto di nanogeneratori facilmente integrabili in scarpe o vestiti, che sfruttano il movimento della persona per comprimere il materiale e quindi convertire l‘energia meccanica in elettrica.

PREMIO SPECIALE ELENA BENADUCE

Valeria Cagno del Dipartimento di Scienze cliniche e biomediche dell’Università di Torino (attualmente ricercatrice presso l’Università di Ginevra) ha vinto il Premio Speciale Elena Benaduce di 3.000 euro, riservato a lavori di ricerca che si distinguano per le ricadute sul benessere delle persone e sulla qualità della vita. Il suo progetto “Se esistesse l’equivalente virale degli antibiotici?” spiega come sfruttare i nanomateriali per ‘ingannare’ i virus e annullare il loro effetto letale per le cellule.

PREMIO FUTURO

Il Premio Futuro, 3.000 euro per i ricercatori che presentino – oltre al progetto scientifico – uno studio di fattibilità, è l’unico dei 4 in palio ad essere assegnato fuori Torino. La vincitrice è Valentina Palmieri dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, con il progetto “Sviluppo di Rivestimenti Protesici di Ossido di Grafene al fine di inibire la contaminazione batterica e migliorare la ricostruzione ossea” .

PREMIO INDUSTRIA 4.0

Il Premio Industria 4.0, 3.000 euro per i candidati che, oltre al progetto scientifico, abbiano sviluppato anche una proposta progettuale inserita in questo ambito, è stato assegnato a Chiara Gastaldi del Politecnico di Torino per il suo progetto “Smart design for gas turbine dampers – Occhiali magici per progettisti di turbine”.